Ginnastica Posturale: a cosa serve davvero
Non serve a raddrizzare nessuno. Cosa fa davvero la ginnastica posturale, in cosa consiste una seduta e quando ha senso provarla.
martedì 29 Settembre 2026 - Articoli

Quando senti parlare di ginnastica posturale, cosa immagini?
Probabilmente qualcosa di molto tranquillo: un tappetino, qualche esercizio di allungamento, movimenti lenti e magari una persona che ti dice di respirare profondamente mentre cerchi di capire quando finirà l’ora.
Serve a un’altra cosa. Serve a recuperare movimento dove ne manca, a migliorare il controllo di quel movimento e a rinforzare quello che va rinforzato. Non a mettere il tuo corpo dentro la posizione perfetta: a rimetterlo in condizione di cambiarne tante.
Nel mio studio di Milano mi capita spesso di sentire frasi come: «Raffaele, ho sempre le spalle contratte», oppure «Quando sto tanto al computer mi si blocca il collo», o ancora «Mi sento rigido e non riesco più a muovermi come una volta».
È da lì che si parte. Non dall’idea di sistemare una postura sbagliata, ma dalla necessità di muoversi meglio.
Il corpo si adatta a quello che gli chiediamo
Il nostro corpo passa molto del suo tempo a cercare di adattarsi alle nostre abitudini.
Se lavori otto ore al giorno davanti a un computer, fai avanti e indietro in macchina e poi la sera ti siedi sul divano, è normale che il movimento che fai durante la giornata sia molto diverso da quello che facevi quando eri più giovane, praticavi sport o semplicemente avevi uno stile di vita più attivo.
Con il tempo alcune articolazioni possono perdere mobilità, alcuni movimenti possono diventare meno naturali e alcuni muscoli possono essere chiamati a lavorare più di altri.
Non significa che il corpo sia «fuori posto» e che ci sia qualcuno che debba rimetterlo a posto.
Mi piace usare un’immagine più semplice. Immagina una tenda da campeggio: c’è un palo centrale e intorno ci sono dei tiranti che contribuiscono a mantenerla stabile. Se le tensioni cambiano, cambia anche il modo in cui la tenda rimane in equilibrio.
Il nostro corpo, naturalmente, è molto più complesso di una tenda, ma la metafora aiuta a capire una cosa: movimento, forza e mobilità lavorano insieme, e se ne tocchi uno cambiano anche gli altri.
Posturale non significa soltanto stretching
Questa è probabilmente la prima cosa che vorrei chiarire.
Lo stretching può far parte della ginnastica posturale, ma non è la ginnastica posturale.
Durante una seduta possiamo lavorare sulla mobilità di alcune articolazioni, sull’allungamento di determinati distretti muscolari, sulla respirazione, sulla capacità di controllare un movimento e anche sul rinforzo.
A volte il problema è che una zona si muove poco. A volte invece il movimento c’è, ma non viene controllato bene. In altri casi serve semplicemente recuperare forza.
Per questo non parto mai pensando che tutti debbano fare gli stessi esercizi. Prima voglio capire come ti muovi, cosa fai durante la giornata, che esperienza hai con l’allenamento e soprattutto cosa vuoi ottenere. Poi decidiamo da dove iniziare.
E la postura, allora?
Anche la parola «postura», secondo me, viene spesso interpretata in modo sbagliato. Non credo che esista una posizione perfetta nella quale dovremmo rimanere otto ore al giorno: il corpo è fatto per cambiare posizione, non per tenerne una sola.
Il problema, quasi sempre, non è come stai seduto. È per quanto tempo resti fermo. Ne ho scritto per esteso nell’articolo sul mal di schiena di chi lavora seduto, e qui non lo ripeto.
Quello che aggiunge la ginnastica posturale viene dopo quel consiglio, non al posto suo: un lavoro strutturato sulle capacità di movimento del corpo, invece del solo promemoria di alzarsi ogni tanto.
A chi può servire
Può essere utile a chi passa molte ore seduto e arriva alla sera con collo e spalle rigidi, a chi sente di avere perso mobilità, a chi si accorge che alcuni movimenti sono diventati difficili, oppure semplicemente a chi vuole dedicare un po’ di tempo a migliorare il modo in cui si muove.
Non è però un lavoro riservato a chi non fa sport.
Anche chi si allena regolarmente può avere una zona del corpo che si muove poco, una limitazione che continua a ripresentarsi oppure un esercizio che non riesce a eseguire come vorrebbe. In questi casi può essere utile dedicare del tempo a quel problema specifico e poi riportare dentro l’allenamento quello che abbiamo migliorato.
Ginnastica posturale e allenamento della forza non sono due mondi separati, e non esiste una regola secondo cui prima devi fare mesi di posturale e solo dopo puoi prendere in mano un peso. Il lavoro posturale ti aiuta a recuperare movimenti e consapevolezza; il personal training sviluppa le capacità che ti servono nella vita di tutti i giorni. Nella maggior parte dei casi convivono benissimo, e quale dei due pesi di più dipende da chi ho davanti.
Se vuoi vedere come è organizzato il percorso, l’ho descritto nella pagina della ginnastica posturale.
Non parto da un metodo, parto dalla persona
Di metodi codificati che si occupano di movimento e di postura ne esistono parecchi, ognuno con una propria impostazione e un proprio repertorio di esercizi. Molti funzionano bene, e alcuni li conosco da vicino.
Il mio lavoro però non comincia da lì. Comincia da chi ho davanti. Se ritengo che un determinato esercizio sia utile, lo utilizzo. Se non lo ritengo utile per quella persona, non lo inserisco solo perché «fa parte della posturale».
Vale anche per il lavoro sulle catene muscolari, che ho approfondito con una formazione specifica: l’allungamento della catena cinetica posteriore — alla spalliera, a terra, contro il muro — lo uso quando ha senso per quella persona, in quel momento, e non perché sia scritto in un programma.
È il motivo per cui due persone che vengono qui per la stessa rigidità alle spalle possono ritrovarsi a fare due lavori diversi.
Come si svolge una seduta
Nel mio studio di Via Mincio non trovi una lezione preimpostata che faccio fare a tutti.
La prima cosa che facciamo è parlare. Mi interessa sapere che lavoro fai, quanto tempo passi seduto, che attività fisica pratichi, che cosa hai fatto in passato e soprattutto cosa senti di non riuscire più a fare bene.
Poi ti guardo muovere. Osservo come stai in piedi, come ti pieghi, come ruoti il busto, come muovi le spalle e come affronti alcuni movimenti semplici. Non perché esista un unico modo corretto di fare queste cose, ma perché voglio capire dove possiamo intervenire.
Da lì costruisco il lavoro. Una seduta dura circa un’ora e può comprendere esercizi di mobilità, allungamento, respirazione, controllo motorio e rinforzo. A seconda della persona posso utilizzare anche piccoli attrezzi.
Ma l’attrezzatura, per me, viene sempre dopo. Prima viene la persona — e anche la scelta del percorso viene dopo di lei. Da quella prima chiacchierata può uscire la ginnastica posturale, la ginnastica antalgica, il personal training o una combinazione. Non esiste una soluzione identica per tutti: esiste quella che ha senso per quella persona, in quel momento. Ed è il motivo per cui preferisco lavorare individualmente.
Dolore, patologie, mal di schiena: dove mi fermo
Qui bisogna fare chiarezza, e preferisco farla prima dei consigli invece che dopo.
La ginnastica posturale può essere uno strumento utile per lavorare sul movimento, sulla mobilità e sulla forza. Questo non significa che ogni mal di schiena dipenda da una postura sbagliata, né che esista un esercizio capace di risolvere qualsiasi dolore. Il mal di schiena può avere cause e caratteristiche molto diverse, e spesso entrano in gioco più fattori contemporaneamente.
Quindi: se hai un dolore persistente, un problema comparso improvvisamente, una patologia, un intervento recente oppure una situazione che non è mai stata valutata, prima di iniziare un percorso di attività motoria è opportuno parlarne con un medico o con il professionista sanitario di riferimento.
Io non faccio diagnosi e non tratto patologie. Mi occupo di attività motoria. E quando penso che serva prima un altro professionista, te lo dico.
Quando invece la situazione è stata valutata e l’attività motoria è appropriata, si può costruire un lavoro graduale, che rispetta il punto di partenza e la risposta del corpo — è quello di cui si occupa la ginnastica antalgica.
È un modo di lavorare che preferisco anche per un altro motivo: non devo dimostrare niente a nessuno. Non serve spingere per forza. Serve capire cosa ha senso fare.
Quanto tempo serve per vedere dei cambiamenti?
Questa è una domanda alla quale non mi piace rispondere con un numero preciso.
Qualcuno può accorgersi abbastanza rapidamente di muoversi con maggiore facilità o di sentirsi meno rigido. Per altri il percorso è più lungo. Dipende dalla situazione di partenza, da quanto tempo esiste quella difficoltà, da quanto ci si muove nel resto della settimana e da molte altre cose.
Quello che non prometto è che tre sedute bastino per cambiare una situazione costruita in dieci o vent’anni. Il corpo ha bisogno di tempo. E soprattutto ha bisogno di continuità.
La mia regola vale anche qui: uno è meglio di zero. Non serve aspettare di avere tre ore libere ogni settimana. Meglio trovare una soluzione che riesci davvero a mantenere.
Il corpo non ha bisogno di stare fermo nel modo giusto
Forse è questa la cosa che vorrei lasciarti alla fine.
Non penso che dobbiamo passare la giornata a preoccuparci se la nostra schiena è abbastanza dritta o se le spalle sono esattamente nella posizione corretta.
Penso che dovremmo preoccuparci molto di più di quanto ci muoviamo. Di cambiare posizione. Di camminare. Di allenare il corpo. Di recuperare, quando serve, quelle capacità che abbiamo perso perché nella vita quotidiana non le utilizziamo più.
È questo che cerco di fare ogni giorno da AltroTraining.
Non «raddrizzare» le persone. Aiutarle a muoversi meglio.
AltroTraining — Via Mincio 12, Milano
Se vuoi parlarne, puoi scrivermi dal modulo di contatto, mandarmi un messaggio su WhatsApp oppure chiamarmi al +39 329 7822018.
Domande frequenti
La ginnastica posturale serve solo a chi ha mal di schiena?
No. Può essere utile anche a chi sente rigidità, poca mobilità o difficoltà in alcuni movimenti, oppure semplicemente a chi passa molte ore seduto e vuole dedicare più attenzione al proprio corpo.
Quanto dura una seduta?
Circa un’ora, sempre individuale e su appuntamento.
Posso iniziare anche se non mi sono mai allenato?
Sì. Non serve avere esperienza precedente: il lavoro viene adattato al tuo livello di partenza.
Posso abbinarla al personal training o al Circuit Training?
Sì. In molti casi i diversi percorsi possono integrarsi. Dipende dall’obiettivo e dalla situazione della persona.
Lavori sulle catene muscolari?
Sì, soprattutto sull’allungamento della catena cinetica posteriore, alla spalliera, a terra e contro il muro. È una parte del lavoro, non tutto il lavoro.
La ginnastica posturale cura il mal di schiena?
No. La ginnastica posturale è attività motoria e non una terapia. Può far parte di un percorso di movimento e benessere, ma non sostituisce la valutazione o il trattamento di un professionista sanitario.
I contenuti di questo articolo hanno finalità informative e non costituiscono diagnosi o indicazioni terapeutiche. I percorsi di ginnastica posturale proposti da AltroTraining sono attività motorie adattate e non sostituiscono la valutazione o il trattamento di un medico, fisioterapista o altro professionista sanitario abilitato.
